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La medicina non è una scienza esatta, poiché la natura del vivente non è commensurabile:

Dalla scomposizione dell’essere avvenuta per esigenza di analisi secondo i criteri del metodo scientifico moderno e per la conseguenza del pensiero evoluzionistico che vede nella specializzazione un tratto quasi ineluttabile del processo evolutivo, si è giunti al momento in cui si avverte la necessità della riunificazione dell’essere a fronte dello smarrimento totale del suo stare a questo mondo, dello smarrimento della sua identità personale. L’uomo insomma va ricomposto e osservato nella sua totalità, nella sua individualità, nel rispetto del concetto hannemaniano che così si esprime: «ogni essere si ammala e guarisce in modo unico e a se stante, in relazione alla propria energia vitale».
La scelta olistica non è una scelta di marketing, come già corsi post-laurea insegnano vergognosamente a proposito di gestione delle strutture sanitarie. Non è nemmeno una diversità aristocratica o provocatoria ma è l’esito di una propensione verso una conoscenza più profonda, aperta a possibilità e direzioni nette e distinte, quella centrifuga verso le scoperte tecnologiche, ed una centripeta verso la scoperta del sé e dell’individuo nella sua unicità-individualità. E se diagnosi significa “conoscenza per mezzo di cose”, diventa opportuno aumentare le possibilità di conoscere attraverso diverse vie, quindi termini come “idiopatica”, o “atopica”, parimenti al concetto di inguaribilità, vanno usati con cautela, poiché creano muraglie ed inceppano gli azzardi di ricerca e di intuizione che sono storicamente stati i portatori di nuove verità. La possibilità di una lettura semantica della malattia può fornire mezzi che l’allopatia o medicina dei contrari, sopprimendo i sintomi, non può fornire: per questo l’olistica diviene molto più suggestiva e affascinante rispetto alla medicina dei contrari che non intellegendo i significati dei sintomi, sopprimendoli o deviandoli, impedisce quindi di svelare il senso della loro manifestazione. L’olismo ha più interessato statisticamente la schiera femminile, forse più curiosa, o più dedita a cogliere un nesso emozionale o meno cruento, quello che induce ad osservazioni più intimiste e quindi riconducibili al sé.
L’uomo nella sua eterna ricerca di certezze preferisce risposte sacrificali piuttosto che domande pertinenti ed in questo timore esistenziale colma le ansie terapeutiche con stati di “tossicosi da farmaco chimico” o meglio detto “xeno biotico”, piuttosto che intraprendere dei cammini sostenuti dalla biologia che intravedano la possibilità di una guarigione vera o nuovo equilibrio, fornendo quid energetici di quella grande massa di energia cosmica che gli astrofisici definiscono “oscura” e appartenente ad una componente fisico-vibrazionale e non chimico-strutturale.
Purtroppo la cattiva informazione, ad esempio quella reiteratamente venduta dalla dinastia del collega veterinario Angela dr. Piero, che con una bieca ignoranza attaccabile da tutti i criteri epistemologici e con quel disprezzo tipico delle persone che non beneficiano del dubbio perché affette da “monoftalmia delle Cicladi” (patologia polifemica che porta lentamente alla fusione in un “sol occhio” del “punto di vista” e preclude loro la profondità visiva), cerca di screditare le medicine alternative ponendole sullo stesso piano delle pozioni e rimedi di fattucchiere e urlanti televenditori. La patologia polifemica dell’acclarato divulgatore scientifico, monarca assoluto del regno televisivo a regime di canone, non si accorge del lavoro e della ricerca di benemeriti e seri professionisti che hanno speso tempo ed energie per una conoscenza medica coerente e profonda con tanto di risposte terapeutiche evidenti anche se spesso per loro natura individuale “non lineari”. D’altronde il metodo scientifico come esprime Feyerabend non può essere applicato a tutte le discipline ma ciò non può discreditarne l’efficacia comprovata da duecento anni di utilizzo, ad esempio per l’omeopatia o migliaia di anni per l’agopuntura o la medicina coreana.
Quindi la ricerca della medicina olistica è una naturale crescita che dovrebbe coinvolgere qualsiasi medico che abbia quella sensibilità e quel senso critico da porlo nelle condizioni di accettare il dubbio e la continua discussione e non il riparo sicuro per sé. La visione e l’interpretazione dogmatica del suo sapere e le relative applicazioni terapeutiche andrebbero continuamente riviste e messe in discussione, nel segno di una deontologia che imponesse al medico di non resistere acriticamente alle novità o alle scoperte o riscoperte di realtà diverse direttamente correlate con il benessere dell’uomo.

David Satanassi, Medico Veterinario, diplomato in Omeopatia Classica, diplomato in Bioetica.

 

Informazioni


MEDICO VETERINARIO (BO '91) - Diplomato in Omeopatia Classica presso Società Medica di Bioterapie (RM) - Diploma Master Bioetica presso Università Pontificia Regina Apostulorum (RM) - Corsi in Medicina Biologica-Nuova Medicina presso Università Popolare (MI). - Copyright © 2011 -

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